Filosofia Produttiva

Il vino è la poesia della terra. M.Soldati

L’attività produttiva dell’azienda si concentra nella direzione di una viticoltura sostenibile, valutando e minimizzando l’impatto di tutte le pratiche agricole ed enologiche messe in atto, ed avendo come obiettivo principale la salvaguardia dell’ambiente e la salute dei consumatori.

In Tenuta

Per favorire il più possibile la biodiversità nel vigneto e per migliorare la struttura del suolo, lo spazio interfilare è gestito con la tecnica dell’inerbimento di piante spontanee. L’equilibrio tra leguminose, graminacee ed altre specie è regolato con gli sfalci, mentre viene monitorato di anno in anno lo spettro floristico del prato.

Non sono utilizzati diserbanti e la difesa fitopatologica è in accordo con i criteri di lotta integrata, con la massima attenzione per la corretta distribuzione dei principi attivi utilizzati.

Ai margini degli appezzamenti di vite e ulivo della collina, a protezione dei dislivelli, sono state mantenute, laddove possibile, e create ex novo siepi campestri, così come lungo i margini del torrente Ifalco che attraversa la tenuta. A tale scopo sono state scelte specie a fiori nettariferi dotate di particolare rusticità, con un apparato radicale funzionale alla gestione delle scarpate. È di prossima attuazione la semina delle aree di bordura con essenze erbacee, per offrire un habitat per gli insetti impollinatori.

In Cantina

Le operazioni enologiche sono realizzate in recipienti ed ambienti perfettamente puliti. Le uve, raccolte a mano, sono ulteriormente selezionate allo scopo di eliminare ogni eventuale residuo di terra o acino anomalo: ciò permette di diminuire notevolmente i tenori di solforosa dei mosti e dei vini.

I lieviti utilizzati per i bianchi sono esogeni, ed hanno caratteristiche idonee alle finalità enologiche; per i rossi assumono un ruolo secondario ma, cautelativamente, sono comunque aggiunti in minore quantità.

L’uso dei legni nuovi è riservato al Taurasi DOCG Riserva Scorzagalline ed, in minima parte, alle DOC Irpinia Campi Taurasini e Irpinia Fiano Sequoia. I legni di secondo e terzo passaggio sono utilizzati, invece, per l’Irpinia Aglianico DOC. Il Fiano di Avellino DOCG, il Greco di Tufo DOCG e l’Irpinia DOC Falanghina sono affinati esclusivamente in recipienti di acciaio.