A caccia di docg in Irpinia…

· Dicono di noi

 

 

12988125_10208094871841316_1010918087_n

 

Basta fare un salto in Irpinia per percepire la diversità della zona, fitta di colline dalle tante esposizioni, caratterizzata da un clima decisamente freddo in inverno, direi più che nordico, e dalle grandi escursioni termiche sia in estate, ma soprattutto nella fase di maturazione delle uve, quando certi aromi si fissano sugli acini. Al Vinitaly questa parte del padiglione Campania è realmente presa d’assalto e diversamente dal passato, offre un numero elevato di aziende, in maggioranza presentate con piccoli stand uguali, in un contesto fresco e invitante…

FonzoneL’azienda nasce nel 2005 con l’intento di dare il massimo per celebrare il piacere del vino, una visione del prodotto estremamente moderna quindi. Ne parliamo con Amedeo de Palma (direttore commerciale), Silvia Campagnuolo Fonzone (responsabile export) e Paola Vitale (responsabile relazioni esterne).

La cantina e le vigne sono poste a circa quattrocento metri di altitudine, su una collina dove furono acquistati trenta ettari, dei quali quindici sono stati vitati principalmente ad aglianico, con una piccola fetta dedicata alla falanghina. Per quanto riguarda le principali uve bianche irpine, l’azienda dispone di una vigna e greco nell’areale a Docg, a Santa Paolina, impiantata nel 1994 a cinquecento metri di altitudine, mentre il fiano è in zona Lapìo, in una vigna del 2000 a ben seicento metri di quota. Alla base della filosofia vitivinicole c’è il rispetto del territorio che si percepisce anche nel posizionamento del bell’impianto di produzione, per la gran parte interrato e di basso impatto visivo; in accordo alla stessa filosofia in vigna si pratica la lotta integrata. Attualmente l’azienda produce sessantamila bottiglie su sette referenze, tre rossi e quattro bianchi. Assaggiamo due vini, un bianco e un rosso.

Greco di Tufo Docg 2014, 13,5% di alcol e tredici euro il prezzo medio in enoteca, prodotto in dodicimila bottiglie. Di un bel colore giallo luminoso, al naso porge subito nitide note agrumate che si fondono con sentori di macchia mediterranea, tutto avvolto da spiccate mineralità; si aggiungono note di nocciola secca con dolcezze di miele. Scaldandosi nel calice regala un bouquet floreale incentrato su aromi di acacia mentre il frutto si distende fino a sentori di mango . In bocca è freschissimo, molto sapido, morbido, per un insieme dotato di grande dinamica gustativa che non tradisce i sentieri del naso, ripercorsi in bella corrispondenza. È vino figlio dell’acciaio, che gode di un periodo di maturazione sui lieviti di cinque mesi. Assaggiamo poi l’Irpinia Campi Taurasini Doc 2012, ovviamente da uve aglianico, un vino frutto di una macerazione sulle bucce di quindici/venti giorni e di una maturazione di dodici mesi in barrique di rovere francese di primo e secondo passaggio a media tostatura. Prodotto in novemila bottiglie, è vino croccante ed elegante, che fonde con garbo frutto, fiori e spezie, mentre in bocca accarezza ma sollecita vivacemente il palato.

http://www.cucinaevini.it/irpinia/

FonzoneWritten by Fonzone · · Dicono di noi
Successivo5 Star Wines

0 Comments